Guido Monaco
Monaco e Monaco e musicologo, vissuto dal 991 al 1050 è considerato un importantissimo teorico musicale l'ideatore della moderna notazione musicale
Fu monaco benedettino e si occupò dell’insegnamento della musica nell'Abbazia di Pomposa, durante il suo periodo di insegnamento si rese conto della difficoltà che i monaci avevano ad apprendere e ricordare i canti della tradizione Gregoriana. Per ovviare a questo problema, elaborò e mise in pratica un metodo d'insegnamento completamente nuovo: ideò, appunto, la moderna notazione musicale. L’invidia e l’inimicizia degli altri monaci dell'abbazia lo costrinsero a trasferirsi ad Arezzo, città che, pur non vantando di un'abbazia, aveva una fervida scuola di canto. Arrivato ad Arezzo, si mise sotto la protezione del vescovo Tebaldo, a cui dedicò il suo famoso trattato: il Micrologus.
Dal 1025, Guido insegnò musica e canto nella Cattedrale, dove proseguì ed incentivò gli studi iniziati a Pomposa arrivando a codificare la moderna notazione musicale, che avrebbe facilitato la maniera di insegnare, comporre e tramandare la musica.
Per agevolare i cantori, Guido adoperò le sillabe iniziali dei versi dell'inno a San Giovanni Battista di Paolo Diacono e le usò per comporre la scala musicale:
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(LA) Ut queant laxis |
(IT) « affinché possano cantare |
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Sola la prima nota musicale Ut venne cambiata in Do, da Giovanni Doni teorico musicologo che usò il nome attuale, derivato dalla parola 'dominus' cioè Dio (e sicuramente scelse il nome 'Do' come richiamo al suo cognome). Guido codificò poi il modo di scrivere le note (notazione). In Piazza Guido Monaco si può dunque ammirare una statua in onore del famoso Monaco che tanto ha reso alla sua città e al mondo intero.
